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Dinodrillo
80's life
21 dicembre 2008
V
Si sente un vento più freddo adesso. Messi lì nel grigio assonnato del mattino, uno accanto all'altro ad aspettare un treno che ci porti tutti alle nostre scrivanie diamo l'impressione di crollare al primo soffio d'aria, ognuno immerso nel suo gelo privato e con la sua musica che gli gira in testa. Chissà cosa vi dice a voialtri, la mia ci sono giorni in cui mi fa vedere capelli biondi in cui affondare il naso; non mi appartengono ma mi sembra di vederti, lì in mezzo alla nebbia, tutto è quieto, mi muovo piano, non sei tu il fantasma, sono io, lo sono sempre stato. Non so perchè ma ti vedo così chiaramente, i tuoi occhi marroni, i tuoi capelli d'oro. La mia musica mi fa venire in mente i pochi granelli raccolti tutte quelle volte che ho affondato le mani nella sabbia, mi fa abbandonare al gelo e per un attimo mi fa girare in testa una melodia che fa "ti voglio, sei mia, sei soltanto mia". Poi sbatto le palpebre e non ci sei più, arriva il treno e saliamo tutti urtando gli uni contro gli altri e non guardandoci mai, non ascoltandoci mai, partiamo e non ci conosciamo, arriviamo e non ci conosciamo. Con la schiena appoggiata ad uno sconosciuto che porta una ventiquattr'ore in mano e nel cuore penso che sei quella che ha fatto brillare di nuovo i miei occhi annoiati e m'ha fatto tornare la voglia di scrivere canzoni dopo tanto tempo, la mia musica della mattina mi ricorda come ti vedessi agli angoli delle strade di New York mentre dall'altra parte del mondo i tuoi occhi si posavano su un semplice impiegato che ti prometteva un giro al lago. Ma, dimmi, forse non sognavi di tornare anche tu a New York? I tuoi capelli che volano nel vento freddo di Manhattan li ho visti ad ogni semaforo, in ogni negozio di gatti cinesi, in ogni Starbucks e ad ogni fermata della metropolitana che porta a Coney Island, mangiando da messicani disperati a Queens o guardando ragazze ballare sui banconi dei bar sulla 1st Avenue, li ho visti brillare davanti ad ogni luce di Times Square e ripararsi sotto ogni scala antincendio colorata a Soho, li ho sognati nel verde brinato di Central Park, li ho desiderati su un taxi giallo e nel groviglio colorato di ChinaTown, li ho accarezzati nel gelo dell'Empire State Building guardando un oceano di luci là sotto. E tu, indifferente, eri lì più in alto di tutto. Scendiamo dal treno e la folla di giacche e cravatte, tailleur e camice si dirama nelle vie sotterranee di una Milano che li ama tutti, per molti la corsa alla scrivania non è ancora finita. Ma a loro che importa che tu sia scappata lontano senza capire mai niente? Aspetto il secondo treno, alla luce artificiale, la mia musica continua, ora è una marcia d'archi e pianoforte, oggi va così, eccoli ancora i tuoi capelli d'oro che piano piano spariscono nel buio. Ti sento in ogni nota di Springsteen, quella che mi immagino sorridere in una fredda sera di Milano sulle note finali di "Valentine's day", quella sei tu. Il treno arriva, salgo, mi siedo, si svuota tra Repubblica e Porta Venezia, è sempre così; fra due scendo. Non andare via. Sei quella che ha dipinto Parigi di bianco con la sua ingenuità e i miei tentativi di sederti accanto nella vana speranza che, solo per una volta, ti appoggiassi alla mia spalla per riposarti un attimo. Come quella sera, in cui tutto per me iniziò con una carezza alla tua testa addormentata. Esco di nuovo all'aria aperta, salgo sull'autobus, la musica continua, insiste, oggi non si ferma mai, perchè sei cieca? Perchè so già che non parleremo più? (..."ti voglio, sei mia, sei soltanto mia"...) Com'è che un tuo abbraccio innocente riesce a farmi tremare? (..."ti voglio, sei mia, sei soltanto mia"...) Com'è che ogni tanto non vedo altro? (..."ti voglio, sei mia, sei soltanto mia"...) Com'è che il giorno in cui mi sorriderai solo in fotografia sembra essere dietro l'angolo? (..."ti voglio, sei mia, sei soltanto mia"...). Arrivo alla mia scrivania, comincia un'altra giornata, buongiorno a tutti. Caffè?
E non ci sei più.



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28 aprile 2008
...
Il file "Nuovo documento di testo(2).txt" è lì da qualche mese. Provo a buttar giù qualcosa di tanto in tanto e poi lo chiudo senza salvare. Non mi convince niente. Quindi ora queste parole tremano (sentite quest'ultima come trema bene), hanno visto le loro cuginette disintegrasi nel giro di un attimo, basta la pressione di un tasto, un "no" assassino, un istante per esser tutte quante distrutte e come se non bastasse dimenticate, risucchiate nel nulla troppe volte per credere di essere tanto fortunate da riuscire a salvarsi. Sempre di più, tremano (e quest'ultima lo fa sempre meglio, vedete un po'). Ti ricordi quel pensiero scritto sotto Natale? vanno in giro dicendo alcune, ti ricordi quei tre articoli messi in fondo alla frase perchè era così ubriaco da non riuscire neanche a dare un ordine alle parole che scriveva? Che fine hanno fatto? si domandano altre. In pochi rispondono, molte hanno paura. Tremano (lo fa proprio bene, non c'è che dire). Ogni volta qualcuna prega, molte si accordano, l'unione fa la forza le senti dire, chissà che se combiniamo qualcosa di buono stavolta ci risparmia. Illuse, ma ammirevoli. Qualcuna di loro viene premiata per la buona volontà con una permanenza di qualche giorno, giusto il tempo di farsi conoscere scrollandosi così di dosso quell'aura di perfezione che la circondava all'inizio, farsi conoscere per sembrare sempre più normale, che in fondo è una parola come tante altre, magari all'inizio un po' inusuale ma poi è solo una parola come tante altre, farsi conoscere per finire ad essere monòtona, noiosa, quindi accantonata. E avanti la prossima, schermo tirato in bianco, "Salvare prima di uscire?" Sìssignore, via tutto, si ricomincia da capo. Ancora. Ad alcune però finisci che ti affezioni, nonostante tutto. Inspiegabilmente, il più delle volte. C'è chi dice sempre ovviamente (per un attimo smette di tremare e se la tira), c'è chi dice spesso tipicamente (anche questa si dà delle arie ma è un po' più timida), c'è chi dice spesso (qui ce ne stava una che se la menava così tanto che l'ho disintegrata all'istante, mi spiace. Giusto per dare l'esempio alle altre, altrimenti qui finisce che perdo il controllo). Alcune parole è facile farsele amiche, sono socievoli e di buona compagnia, altre sono un pò più schive che ti ci devi abituare e non tutti hanno voglia di farlo. Soqquadro ha un caratteraccio ma sotto sotto è adorabile, e molto più interessante di interessante, ad esempio. Solitamente quelli che durano meno sono gli errori di battitura, inadattai a sopravvivere in un file pieno di parole con tutte le lettere al posto giusto, loro povere deformi vittime predilette della crudele legge della natura vivono un'esistenza misera di pochi attimi. Qualcuna, però, sopravvvive. Ah, figa, poi ci sono quelle cazzo di parole volgari di merda che ogni tanto fanno una porca troia di invasione tutte assieme per sminchiare tutto il bel lavoro del cazzo fatto da qualche altro stronzo che è stato magari lì a scegliere accuratamente come un testa di cazzo tutte le vaffanculo di espressioni migliori per poi vedersi rovinare tutto il suo merda di operato da un gruppo di vandali del cazzo. C'è chi è nato per rompere i coglioni a qualcun'altro, e solitamente sono quelli che riescono meglio nel compito assegnatogli. Ma ora tremano anche loro, tutti tremano (lei sempre meglio, davvero bravissima), la paura le tiene tutte a bada, tutte a cuccia, i vandali si sono permessi solo una rapida scorrazzata ed è bastato tramutare in nulla quel porca puttana per farli rimanere immobili e piangenti di fronte a chi dà loro la vita, e gliela toglie quando gli pare e piace. Al posto di "gli pare e piace" prima c'era "si annoia", qualcuno se lo ricorda? E' durato ben tre minuti e ora è sparito come se niente fosse. Avanti, qualcuno se lo ricorda? Alcune alzano la mano, fra cui un "questo" che stava nella frase precedente ed è tristemente venuto a mancare, che impari a fare il saccente. Ora chissà chi si ricorderà di lui.
Scommetto che nessuna di questa avrebbe scommesso un soldo sulla propria sopravvivenza quando poco fa, una dopo l'altra, hanno cominciato a popolare il bianco "Nuovo documento di testo(2).txt" eppure per qualche motivo oggi mi sento di premiarle per la costanza e la testardaggine che ogni tanto porta buoni frutti, oltre a qualche schiaffo solenne. Quindi le consegno all'eternità. Piantatela di tremare, non c'è più motivo e inoltre mi fate venire il voltastomaco. Voi, paroline del cazzo, non morirete mai.



permalink | inviato da Dinodrillo il 28/4/2008 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
4 marzo 2008
Facciamo che...
...io non scrivo più niente finchè le visite non arrivano a 60000.



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27 settembre 2007
Il viaggio di nozze di due germi qualsiasi
Tossolo e Ocalina, due germi influenzali freschi di nozze, si trovano a dover progettare la loro luna di muco. Come ogni anno, l'avvento della stagione fredda è il periodo maggiormente quotato dalle coppie di germi sposini per il viaggio che inaugura la loro vita matrimoniale. E' anche vero che la maggior parte di questi matrimoni finiscono pressochè subito proprio perchè non c'è intesa sulla destinazione.
Tossolo, steso sul divano, mostra una barba di due giorni tutt'intorno ai suoi due folti baffoni neri; indossa ancora la giacca nera da cerimonia sopra una canottiera bianca, sporca e unta, troppo piccola per contenere la sua pancia verde che strarìpa dai pantaloni della tuta. Sorseggia un po' di birra e come diretta conseguenza rutta, disinteressato a quello che la televisione gli proietta addosso. Finito il sorso che segna il superamento della metà della bottiglia, entra Ocalina: vestito da sposa ormai a brandelli, le spalline sorrette da due pezzi di nastro adesivo, strascico calpestato e strappato, resti del velo fra i disordinati capelli viola raggruppati con due forchette, un'autoreggente bianca slargata e bucata sulla sinistra e un calzino giallo sulla destra le coprono i due piedi che spuntano dal fondo annerito del vestito bianco. Ha resti di un rossetto sbavato e incrostato sulle sue guance verdognole. Toglie un cartone di pizza dal divano per farsi spazio a fianco del suo nuovo marito, quindi si siede ed apre l'elenco telefonico.

Ocalina: "Allora, dove andiamo in luna di muco?"
Tossolo: "Ma amore perchè dobbiamo andando via, vieni qui che ti apro in due!" sbraita, tirando a sè il braccio della sua sposa.
O: "Non adesso dai, son già due giorni che non facciamo altro" risponde lei, ritirando l'arto a sè.
T: "Ma io ho voglia anche adesso, tu mi ecciti così molto che..."
O: "Si dice 'così tanto'. E poi adesso ho mal di testa, no.."
T: "Oh mica ti staranno passandoti a te quelle voglie zozze che hai sempre avuto eh?" e allarga le braccia spazientito, sbavando anche un po'.
O: "Certo che no, è solo che adesso voglio andare in vacanza. Quando saremo in vacanza potremo fare zozzerie tutto il giorno, vedrai"
T: "Eh ma cos'è che andiamo in vacanza per fare sesso quando possiamo farlo qui a casa daaai!!"
O: "Ho bisogno di cambiare aria, Tossy. Mi sento soffocare, ho bisogno di nuove esperienze"
T: "E allora andiamo, che palle, siete tutte uguali, che palle, sempre voglia di qualcos'altro, che palle" sbraita sollevando la schiena per portarsi seduto, dopodichè rutta e prende in mano la guida telefonica.
T: "Allora neh dove andiamo, su??? Dai vieni qui che c'ho voglia!"
O: "No, non adesso! Cosa ne pensi di Dinodrillo?"
T: "Ma che posto è Dinodrillo? Chi l'ha mai sentito?? Ma daaai!"
O: "E' un giovane milanese, un po' burbero, ma dev'essere un posticino tranquillo, ci son stati Arnold e Wanda lo scorso anno, non ti ricordi?"
T: "Ma cosa vuoi che mi ricordi di dove sono andati quei due là l'hanno scorso, daaai!"
O: "Si dice anno, senza l'h. Comunque sai che ho saputo? Ricordi Teodoro [1][2], quello che stava in classe mia?" dice con un sospiro che le porta alla mente quella notte passata assieme a lui, tanto tempo fa, rifugiati come criminali nella camera da letto durante un party a casa di alcuni scaglioni di forfora di un qualche bambino di cui ora si son perse le tracce.
T: "No non me l'ho ricordo questo, chi è??"
O: "Lo, amore...si dice 'lo', non 'l'ho'. Comunque, è un germe come noi...un germe che durante la retata pediatrica dell'89 si rifugiò in Dinodrillo, e trovò lavoro come aiuto piastrina. E indovina un po'? Ora s'è fatto strada, ed è diventato capo dei neuroni!"
T: "Ma va la, non ci credo. Un germe che diventa capo dei neuroni? Ma daaaaaai! Piuttosto vieni qui che ho voglia, su!"
O: "E finiscila! No, è vero...quindi credo sarebbe anche una vacanza a basso costo, lui mi conosce - dice Ocalina guardando con occhi pieni di segreto il suo uomo - quindi avremmo molte agevolazioni.."
T: "Ma perchè non andiamo qui invece??" dice sputando un po' di saliva addosso alla sua signora, dopodichè indica un nome sull'elenco telefonico.
O: "Din...dindon..? Ma chi è questa? Come si legge?"
T: "Eh daaaai amore un po' di cultura la devi avere cavolo. E' un nome orientale! Qui mi ha stato detto che il capo neurone non c'è proprio! Pensa te zuccherino, non ci sono controlli, ci possiamo bere tutto il giorno e andare dove ci pare nudi come vermi a fare l'amore sugli marciapiedi con gli scarafaggi che camminano addosso, possiamo andare in i ristoranti e ordinando tutto quello che vogliamo che tanto non ci portano niente visto che non ci sono obblighi, possiamo urlare in mezzo alla strada e prender a calci nel culo quelli che..."
O: "No senti, io voglio un posto tranquillo. Che ne dici di quest'altra? E' emiliana, giusto un posto tranquillo"
T: "Ma daaai amore, là bisogna prenotare almeno sei mesi prima!! C'è sempre qualche germe che passa di lì, mi è arrivata giusto settimana quell'altra la cartolina di Albino e Boccafoglia, si hanno fermati lì alcune settimane ma avevano prenotato a gennaio..."
O: "Va bene. E questa?"
T: "Mah io direi di sì, questa può andare"
O: "Però è burina eh"
T: "Cioè? Saranno mica quei posti dove gli anticorpi quando ti parlano segano via tutte le parole eh?? Dove dicono Lavà anzichè Lavare, Magnà anzichè Mangiare, eh? Ma daaaaai, io non ci capisco niente!!"
O: "Ho paura di sì...come due anni fa, ti ricordi?"
T: "Ma daaaaaaaaaaaaai!!! Senti vieni qui che c'ho voglia!"
O: "Smettila, adesso no ho detto!" dice togliendosi l'amo d'orecchino che ancora le pendeva dall'orecchio destro.
T: "Tesoro ma cos'hai? ti vedo strana.."
O: "Io...non so, amore, sento che c'è qualcosa che non va ma non saprei dire cosa. Voglio dire, la nostra relazione è arrivata a un punto in cui bisogna vedere le cose da un punto di vista più serio. Voglio dire, mi sono stancata di fare i fidanzatini, vorrei qualcosa di più importante...solo che tu sei così freddo, così distante...non so, mi aspetterei mi chiedessi di sposarmi, ma tu non lo fai..." dice mentre singhiozza, per poi scoppiare in un pianto allagante.
T: "Ma che cosa dici, tesoro?? Ma daaai ci siamo sposati l'altro ieri!"
Il pianto si blocca di colpo.
O: "Ah...è vero. Ecco, allora - ricomincia a singhiozzare - allora mi sento in gabbia ecco. Tu ti sei così adattato alla vita di coppia che una volta ottenuta la sicurezza di avermi come sposa ti sei addormentato nel tuo nulla quotidiano non sfiorandomi più neanche con il pensiero, così che io per processo naturale mi lascio imbruttire con gli anni" e scoppia nuovamente a piangere.
T: "Ma tesoro sei scema??? E' tutta la mattina che ti chiedo di fare sesso!"
Il pianto si blocca di colpo, ancora.
O: "Ah già"
T: "Dai vieni qui che c'ho voglia daaai!" dice ruttando.
O: "No smettila. Ecco vedi, è che sei così materiale, io vorrei una storia basata più sui sentimenti. E poi non so, ti vedo più come un amico io..."
T: "Ma se mi hai sposato dopo cinque anni che stavamo assieme! Daaai!"
O: "Io ti lascio Tossolo, mi spiace" dice scoppiando in un mare di lacrime. Per la terza volta di seguito.
T: "Ma come?? Perchè?? Siamo sposati da due giorni!"
O: "Io ti lascio perchè...perchè ti amo troppo!"
T: "Ma amami di meno, basta che si scopa!"
O: "No anzi, ti lascio perchè non mi capisci!"
T: "..eh?"
O: "Ecco vedi?? Tu mi opprimi! Io ho bisogno di nuove emozioni! Tutti quei germi al nostro matrimonio sembravano così felici...e noi invece...noi, due mummie all'altare. Sai, credo partirò da sola per Dinodrillo...è la cosa migliore. Poi quando tornerò sarò più lucida e potrò rivedere con occhio più sobrio anche la nostra storia..."
T: "Ma ma ma...ma come da sola?? Ma stavamo pensando adesso di andare in..."
Ocalina si alza e si asciuga le lacrime con un pezzo di strascico trovato infilato nel corpetto.
O: "Non seguirmi ti prego!" dice sbattendo la porta e saltando sul primo colpo di tosse.
Tossolo per un attimo fissa il vuoto, poi afferra l'elenco telefonico e controlla l'indirizzo di Dinodrillo. Non seguirmi?? Ma daaaaaaai come fa a dirmi non seguirmi quella lì!! Ci vado anch'io a quel posto là poi vediamo come va a finire! Mica mi arrendo così io! Son mica scemo! ed esce di fretta di casa mettendosi alle orecchie un vecchio walkman che suona "Jump in my car" di David Hasselhoff.

Così in questi giorni me li trovo qui entrambi, lei a portarmi il raffreddore e lui il mal di gola.

Se qualcuno dovesse trovare qualche sottilissimo riferimeto a se stesso all'interno di questo posto, lo prenda come un omaggio! :)




permalink | inviato da Dinodrillo il 27/9/2007 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
3 settembre 2007
De gustibus non disputandum est
Settembre ha sempre avuto quel gusto ibrido di chi non sa da che parte stare. Estate o autunno? Personalmente scelgo l'autunno, vediamo cosa sceglie lui. Probabilmente rimarrà indeciso, come sempre, fino a quando non arriverà Ottobre a mettere un po' d'ordine. Settembre ragiona a modo suo, ti dà due illusioni che sommate non regalano neanche un po' di conforto.



Praga ha un gusto turistico, forse eccessivo, un gusto annebbiato, freddo e splendidamente invernale. Economica e umida, nei suoi pub ti fa sentire a casa. Berlino ha il gusto magnifico di chi non si ferma, di chi ha una seconda occasione e anzichè starsene in un angolo si veste a festa, di chi cambia pettinatura, di chi conserva le vecchie foto per non dimenticare nè rinnegare come un tempo appariva, e ora ti sorride con gli occhi un po' malinconici ma truccati per stregarti. Parigi ha il gusto di una troia che per una notte ti fa sentire l'unico uomo a questo mondo. Elegante, signorina, dolce, esigente. Romantica nelle sue periferie.



La noia ha gusto di vuoto con retrogusto di birra calda. Sparatemi, vi prego, se un giorno deciderò di fare un mutuo ventennale per comprarmi un'appartamento fuori città, dicendo che in città c'è troppo traffico.



"Achilles last stand" dei Led Zeppelin ha il gusto di un'orgasmo zeusiano, amplificato elettronicamente per far arrivare le grida fino agli inferi. E tutti i mortali stanno là sotto ad ascoltare pregando per un po' di quel bene.



La consapevolezza ha il gusto di una gabbia d'acciaio, larga, spaziosa e piena di poltrone per stare comodi. Ma pur sempre gabbia è. Io mi proietto in tutto quello che faccio, e così fan tutti.



L'assenzio ha il gusto d'anice. Salute.



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9 agosto 2007
Io & Il Panda: holiday celebrate


Dinodrillo: "Olà"
Il Panda: "Non rompere"
D: "Dai, in fretta, volevo salutarti"
IP: "No, non lo faccio un altro post"
D: "Ma è solo un saluto"
IP: "Ho detto di no, vaffanculo"
D: "Vabbè ti saluto con tono di stizza allora"
IP: "Sai che sfiga..."
D: "Eddaiiiii"
IP: "E cheppalle...dove vai?"
D: "In vacanza"
IP: "Ma dai? Pensavo mi salutassi per andare dal macellaio...volevo una risposta un po' più specifica"
D: "Prima Praga, poi Berlino, infine Parigi"
IP: "Ottimo. A parte ste boiate, qualche novità? Fighe?"
D: "Come al solito guarda, una marea. Tu?"
IP: "Mah, io ho aggiustato un po' le mie ambizioni...ora più che altro spero di non prender cazzi"
D: "Bella"
IP: "Bene, mi hai salutato e mi hai costretto con l'inganno a fare un altro post floscio dei tuoi, te ne vai?"
D: "Beh già che ci sei aspetta"
IP: "Aspetto cosa?"
D: "Facciamo quattro chiacchiere"
IP: "Perchè quattro e non due?"
D: "Due, come ti pare"
IP: "Ok, se son due le abbiamo appena fatte, io taglio la corda"
D: "E dove vai?"
IP: "Mi vuoi forse costringere a stare qui pure ad agosto? Vado in vacanza pure io"
D: "Ma dai? Pensavo mi salutassi per andare dal calzolaio...volevo una risposta un po' più specifica" (ghigno)
IP: "Vado a Chiavari e poi a Chiavenna"
D: "...eh? E perchè, che c'è lì?"
IP: "Non lo so ma se si chiamano in quel modo un motivo ci sarà..."
D: "..."
IP: "Addio, buone vacanze e non mandarmi cartoline, mi fan vomitare le cartoline. Poi tu mandi sempre quelle con i monumenti, a me fanno schifo i monumenti, voglio quelle con le donnine sopra"
D: "Certo. Ciao, divertiti e pensami"
IP: "Ok, ma tu no, mi raccomando. O revuar"
D: "Adios"



permalink | inviato da Dinodrillo il 9/8/2007 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
29 luglio 2007
Telegraph road
Più che un blog sta diventando un album di fotografie, che credo di guardare solo io anche se spero sotto sotto che ogni tanto lo faccia anche qualcun altro. A volte mi capita di andare indietro e guardarmi. Che so, ogni tanto salto ad un paio d'anni fa e mi vedo con quella maglietta che non ricordavo neanche più di avere avuto, salto indietro di tre anni e mi accorgo che così non riesco più ad essere. Mi vedo con un'espressione più pulita, i capelli corti, le parole ben ordinate, ingenue, mi vedo più piccolo. Nostalgia. Crampo allo stomaco. Vomito. Ci sarà un motivo, in fondo, se lavoro solo da sei mesi ma ogni volta che il treno passa dalla fermata in cui scendevo per andare in università mi vien da tirare uno di quei sospiri lunghi e silenziosi, che per me sono un terremoto dei sensi mentre per gli altri è solo anidride carbonica. Le fotografie servono a questo, a farti fare lunghi sospiri. In questi interminabili scatti alcune persone avevano un bel sorriso, alcune persone erano viandanti, musicanti di passaggio, gente che ti abbraccia in piazza senza conoscerti e si mette in posa per lo scatto e poi ti saluta, nelle foto alcune persone erano una speranza, altri avevano gli occhi che brillavano, splendevano, gli stessi che ora in gran parte sono spenti in un brodo esistenziale riscaldato pieno di crostini mollicci, colpa di una strada diversa, un cambio di vedute, un motivo di disinteresse, un attimo di noia, un quasi-matrimonio che rende forse felici e sicuramente diffidenti. Morti. Avessi saputo che il mio album fotografico sarebbe stato così dettagliato probabilmente non l'avrei mai cominciato, ma tant'è. Più mi guardo e più mi rendo conto che non son fatto per dire di sì, per non aver sogni o per perdermi intere giornate, non son fatto per dare sicurezza o per mostrare decisione, son traballante, un clown imbranato, un discreto paroliere che arriva sempre in ritardo, un matematico fra le nuvole, non son fatto per esser cattivo, però voglio male a molti, son fatto per meritare quel che cerco, neanche sempre, non per aspettare che le cose accadano, son fatto per condannare chi non fa altro che aspettare augurando loro di non ricevere mai nulla, non son fatto per la chitarra ma la suono lo stesso, non son fatto per convincere ma per mettere a proprio agio, son fatto per ascoltare, io ascolto sempre, son fatto per ricordare e per rubare discorsi quando necessario, son fatto per l'autonomia, non son fatto per la costante presenza ma per la compagnia di chi mi dà il permesso di assentarmi, son fatto per i momenti, il sesso hollywoodiano, la melodia e non per l'allegria perenne, son fatto per l'autunno e per le grandi città, io son fatto per mangiare caramelle tutta la vita e ascoltare "Echoes" prima di andare a dormire. Provateci, è un allucinogeno che non comporta rischi per la salute. Son fatto per stupire alla distanza, non per obbedire sempre, neanche per i complimenti, non per stupide riflessioni filosofiche ma per la semplicità beata. Son fatto per finire un tubo di Pringles dopo una pasta alle vongole e un buon tiramisù accompagnato da un Bacardi breezer. E mi accorgo che a volte sono anche fotogenico.

You know I'd sooner forget but I remember those nights
When life was just a bet on a race between the lights
You had your head on my shoulder you had your hand in my hair
Now you act a little colder like you don't seem to care...

(Dire Straits, "Telegraph road")




permalink | inviato da Dinodrillo il 29/7/2007 alle 23:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
24 giugno 2007
Circa la nuova piattaforma (morte al filosofo)
Facciamo sta prova cambiando template. Nelle ultime due settimane ho realizzato che vista l'impronta letterario-umanistico-politica dei blog del Cannocchiale devono aver assunto un filosofo comunista per fare la nuova versione della piattaforma. Io invece metto il template con i numeri per ribadire che una sottocorrente nerd-scientifica è ben radicata fra queste pagine, e non ve ne libererete tanto facilmente. Dunque, innanzitutto m'è preso un colpo quando ho visto che il numero di visite non è cresciuto per giorni e giorni, c'è stato un interessante battibecco fra me e me stesso su questa questione. Del tipo:

Me: "Ma com'è che son cinque giorni che le mie visite non crescono?"
Me stesso: "Perchè il tuo blog fa schifo al cazzo"
Me: "Sì vabbè ok, ma anche quando mi collego ripetutamente da diversi computer apposta per incrementare il numero delle visite, come ero solito fare in passato, non succede niente...qui c'è qualcosa che non va"
Me stesso: "Hai mai notato che le visite salgono di botto quando qualcuno ti lascia un commento?"
Me:  "No...tu dici che quando qualcuno mi lascia un commento, questo qualcuno va avanti a refreshare la pagina di continuo per vedere se gli rispondo?"
Me stesso: "Ma no imbecille, le informazioni si aggiornano ogni volta che qualcuno lascia un commento!"
Me: "Ah...non ci avevo mai pensato in effetti. Beh, bella merda..."
Me stesso: "Eh oh, così è per ora..."
Me: "Devono aver assunto qualche filosofo comunista per fare sto lavoro..."
Me stesso: "Eh sì..."
Me: "Grazie della delucidazione, sapevo di avere una controparte intelligente"

Quindi, una prima pecca di sta piattaforma è che il numero delle visite viene aggiornato solo quando viene rilasciato un nuovo commento. Questa è opera di filosofi, senza dubbio. Poi, già che ci siamo, continuiamo a parlare dei commenti: tralasciando il fatto che non si possono cancellare ma solo sospendere, com'è che nell'ultimo post me ne segna (in privato) ventuno quando in realtà ce ne sono diciannove? Uno l'ho sospeso io perchè era un duplicato, ok, ma l'altro? E' andato perso?* Sicuramente sarà stato il commento di una qualche donna. Poi ci si lamenta che da un po' vado in bianco, anche il Cannocchiale si mette contro di me.
Il filosofo inoltre mi ha fatto sparire il numero dei preferenti, così non so più quanta gente mi preferisce e mi depreferisce. Non so, magari sono io che non lo trovo, fatto sta che, se c'è, è nascosto per bene. Inoltre la homepage dei miei preferiti è sparita da ogni angolo della mia pagina, forse è una funzionalità che scatta nel momento in cui il numero dei preferiti che hanno abbandonato il loro blog supera la metà del numero totale, e viste le circostanze direi che ci siamo. L'avete abbandonato tutti, vergogna.
Altra cosa, parliamo del profilo: mi si accusa di essere una persona che legge poco...detto innanzitutto che ciò è palesemente falso, ho tentato diverse volte di far comparire qualcosa sotto la voce "letteratura" nel mio profilo ma questa viene sistematicamente cancellata. Quindi mi si vuole tappare la bocca in qualche modo, mi pare di capire che c'è una congiura umanistica contro chi ha una minima inclinazione di tipo scientifico su questa piattaforma. Non mi avrete mai. Altra cosa: ho scritto le mie preferenze musicali nel seguente ordine:

Dire Straits, Pink Floyd, Led Zeppelin, Queen, Fabrizio De Andrè, Max Pezzali.

L'ordine in cui compaiono invece è questo:

pink floyd, led zeppelin, queen, dire straits, fabrizio de andrè.

Dunque, caro filosofo, innanzitutto non capisco perchè mi devi togliere le maiuscole. Io odio chi non mette le maiuscole. Poi, ok sei stato così intelligente da capire che Max Pezzali era una stronzata, ti do ragione, ma si può sapere perchè i Dire Straits me li hai fatti scivolare al quarto posto? Ok, non ti piaceranno, ma se permetti il blog è mio e l'ordine delle preferenze lo metto come mi pare. Sembra però che il filosofo sia particolarmente cocciuto, neanche riprovando più e più volte ce l'ho fatta. Tanto non è un problema perchè con il nuovo template non vedo il link al profilo, quindi non saprete mai nè i miei interessi, nè i miei contatti, nè tantomeno dove abito. Questa, ribadisco, è una congiura bella e buona, non si vuol far sì che io mi presenti e che possa essere contattato.
Infine, tornando alla questione iniziale del template, il filosofo ha fatto in modo che su schermi a diversa risoluzione i nuovi template vengano visualizzati in modo differente. Per esempio, gradirei che qualcuno ora mi dicesse se vede la home di fianco ai post o laggiù in fondo alla pagina.

* aggiornamento: il commento in questione è comparso solo nel momento in cui ho messo io un altro commento. Il filosofo ha vita breve...RIVOLUZIONE!



permalink | inviato da Dinodrillo il 24/6/2007 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
10 giugno 2007
Di nulla di meno

Sono stato assente per un po' perchè ero impegnato ad ascoltare Max Pezzali. Ragionavo anche sul fatto che al supermercato dovrebbero aprire una cassa per chi non ha voglia di stare in coda. Praticamente metà del 2007 se ne è andata, mi piace pensare che sia la parte brutta. Ciò trova conferma nel fatto che solitamente nei miei anni solari la prima parte fa più cagare della seconda. Non so, ci son lì Maggio e Marzo che litigano dicendo "tu hai fatto più schifo di me, pappappero", "no, tu!", "no invece, tu!", non ne verranno mai fuori credo. Anche Il Panda e Sir Biss son lì che litigano su chi dei due mi vuole più bene..."tu gli vuoi piu bene", "no, tu!", "no, tu!". Adorabili. Tutto ciò mentre Aprile viene promosso, Febbraio anche ma con qualche recupero e Gennaio se ne sta lì in un angolino a farsi le pippe ascoltando i Van Halen. Gennaio non conta mai un cazzo, parliamoci chiaro. Ora c'è Giugno sotto esame, non ha iniziato nel modo più brillante ma spero non mi deluda, solitamente non lo fa. Giugno fa parte di una di quelle sette segrete che si ritrovano sempre alla domenica mattina alle 6 per parlare di politica nei paesi mediorientali e in cui entri solo se ogni volta che vai a fighe non torni a mani vuote, quindi è uno tosto. Ragionavo anche sul fatto che "Shine on" dei Jet è uno di quei momenti in cui una band si rende conto che anche se solitamente fa musica di merda non vuol dire che non possano esserci delle eccezioni, basta impegnarsi. Fuori tuona e sto apprendendo che il mio computer vive di vita propria, scarica da solo files e decide non so in base a quale criterio se una cartella la posso aprire o no. L'intelligenza artificiale è un concetto tremendamente romantico, chi vuole approfondirlo venga a prendersi un caffè con me. Bella, tutte ste righe e non ho detto praticamente un cazzo, così si fa. Ho sempre avuto una visione discografica del blog, nei tempi in cui lo aggiornavo con una certa frequenza: ogni mese era un album, ogni post una canzone, alcuni di questi erano scritti appositamente per piacere, altri scritti di getto come venivano, intimi, quasi scazzati. C'erano i post lenti e i post rock. Quelli che solitamente mi piacevano meno erano quelli che ricevevano i maggiori successi mentre quelli che mi piacevano di più non se li filava nessuno. C'era lo zoccolo duro di fans e quelli che apprezzavano un post e poi basta, quelli che dopo un po' di assenza mi dimenticavano in favore di un hippopparo tutto minchiate filosofiche e vita nei bassifondi e chi invece mi aspettava in eterno. Cioè, oddio, in eterno è una parola grossa, diciamo che si rifaceva vivo spesso. Guardandomi in giro c'erano i tamarri costruiti a tavolino, che cantavano in playback e ballavano da far schifo tra un post pieno di K e un altro, c'erano le femminucce innocenti, le porche che si vantavano di esserlo, i blog indipendenti tutti comunismo&BerlusconiVaffanculo, i carismatici, i poeti del cazzo e quelli un po' più seri, le meteore anni Duemila e gli sdolcinati, i truzzi glitter e i metallari dai blogs tutti neri che facevano partire in sottofondo qualche canzone darkettona che dovevi scorrere mezza pagina piena di elfi per far tacere, i romantici finti e quelli veri, i migliori. Sto inoltre cercando di capire da quale meridiano in poi si passa dall'occidente all'oriente e chi ha appena aperto il cancelletto di casa mia. Insomma sto facendo un sacco di cose.




permalink | inviato da Dinodrillo il 10/6/2007 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
1 maggio 2007
Io & Il Panda: qualcosa di profondo



Dinodrillo:
"Ohi, Panda.."
Il Panda: "Mi fai cagare"
D: "Come va?"
IP: "Adesso male. Tu?"
D: "Mah, così così"
IP: "Che vuoi?"
D: "Niente di che, parlare un po', così.."
IP: "E di cosa?"
D: "Sai che ti saluta Miss Gruviera?"
IP: "Ti rendi conto che ormai mi tiri in ballo solo quando qualcuna mi saluta?"
D: "Eh..."
IP: "Chi diavolo è questa?"
D: "Una che ti saluta"
IP: "Bene, grazie, ricambia"
D: "Un'amica di Laura"
IP: "Allora non ricambiare"
D: "Ma ha un Panda anche lei"
IP: "Un altro fratello tenuto in ostaggio da voi nemici della libertà! Morte al potere bianco!!"
D: "Un panda molto Eighties"
IP: "Ma va? E' femmina? Si zucca?"
D: "Non lo so, non mi ha detto di che sesso è. O non me lo ricordo io, il che è molto probabile. Beh però potrebbe nascere un'amicizia, dai"
IP: "Stabilirei volentieri un'amicizia sincera con qualcuno che ha il cuore nostalgico e romantico, pieno di colori che brillano su un nero di fondo anzichè diventarne parte integrante fino ad oscurirsi anch'essi, un cuore positivo e ottimista, alle porte dell'era teconologia, ultimo testimone oculare di una civiltà analogica con tanta voglia di guardare al futuro, che sogna con un pallone e della propria vuotezza non ne fa una colpa, un cuore tanto criticato ma capace di farci commuovere"
D: (stupito) "Oddio...cos'hai appena detto?"
IP: "Vaffanculo!!!"
D: "..."
IP: "E dove sta questo panda tutto anni 80?"
D: "In Belgio con lei, credo"
IP: "Ma levati, va!! E io dovrei andare fino in Belgio in mezzo a sti ubriaconi che vomitano per strada tutto il tempo per un panda che ha il cuore trash e i capelli fonati??"
D: "Ecco, mi pareva strano potessi dire qualcosa di profondo per due volte di seguito"
IP: "Io dico un sacco di cose profonde, sei tu che non le cogli"
D: "Ah sì? Hai qualcos'altro di profondo da dire?"
IP: "Buco"
D: "Idiota"
IP: "Chupa"
D: "Che altro mi racconti?"
IP: "Ho la faccia di uno che ha qualcosa da raccontare? Te, piuttosto, non ti hanno ancora licenziato?"
D: "No ma credo che manchi poco"
IP: "Per carità...mica che poi stai di nuovo a casa tutto il giorno a rompere i coglioni"
D: "Hai visto Chuck Berry al concerto del 1 Maggio?"
IP: "Sì"
D: "Sai che pensavo?"
IP: "No e onestamente non me ne frega un tubo"
D: "Pensavo che un artista diventa un grande artista nel momento in cui nessuno gli dà dell'imbecille per come si veste, ma anzi più è strambo e più lo ammirano. Voglio dire, andassi io in giro domani per strada con la camicia che aveva Chuck Berry stasera probabilmente mi arresterebbero, invece lui all'età di 120 anni circa può permettersi di portarla assieme ad un cappello da comandante della marina"
IP: "Io invece stavo pensando che mi farei volentieri la Gerini, che sarà anche deficiente come una bestia ma è davvero gnocca"
D: "Ecco, ma cosa parlo a fare con te che non capisci un cazzo..."
IP: "Perfetto, non parliamo allora...dormiamo, ti va?"
D: "No, a dire il vero"
IP: "Allora dì il falso"
D: "Sì, mi va"
IP: "Perfetto. Buonanotte allora, addio"
D: "'notte"




permalink | inviato da il 1/5/2007 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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Who was born in a house full of pain
Who was trained not to spit in the fan
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Pink Floyd, "Dogs"

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. Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
. Il mostro della laguna nera
. Vestito per uccidere
. Four rooms
. Non ti muovere
. Flags of our fathers
. Sette anni in Tibet







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